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domenica 6 agosto 2017

TANTI RIFLETTORI MA POCHE RIFLESSIONI

Francescani alla movida
Padre Paolo Fiasconaro, superiore dell'ordine dei Frati minori francescani, in tournée nei luoghi della movida romana fino al 3 di settembre

‟Se prima erano i cristiani a convertire il mondo, oggi invece è il mondo che spesso riesce a convertire i cristiani”

«Agosto, moglie mia non ti conosco» recita un vecchio proverbio popolare e, a quanto pare, anche i francescani conventuali della capitale si stanno adeguando, sembra infatti che ultimamente stiano trascurando la loro Santa Sposa per dedicarsi anima e corpo (forse più corpo che anima!) alla gestione di uno stand di animazioni varie nei quartieri della «movida» romana, come si può ben leggere su "Avvenire", il giornale di riferimento della santa sede che intitola: "Roma - Frati in missione tra il popolo della «movida»". Sarà che sto diventando troppo vecchio e forse anche troppo "clericale", se ancora si può dire senza che susciti l'offesa, ma io i missionari francescani me li ricordavo molto diversi da costoro che oggi bazzicano fino a notte inoltrata ridendo e scherzando tra le banchine affollate del lungotevere e che magari tra un gotto di vino e un tiro di fumo vanno avanzatempo predicando la misericordia, l'accoglienza, il discernimento e il perdono. Le quattro virtù tanto care al loro caro pontefice argentino.

Vacanze Romane



Io

Si spaccia per opera missionaria il trastullo dei Frati minori conventuali del Centro missionario diretto da padre Paolo Fiasconaro, che in questa torrida estate saranno presenza viva ogni sera della "dolce vita" romana, proprio di fronte all’Isola Tiberina, in cerca di testimonianze religiose tra i benefattori in transito tra le discoteche e i ristoranti di Trastevere.



Un momento di incontro che vuole “costruire ponti con la gente di ogni provenienza, ceto sociale, religione e cultura”,(il metodo Francesco ndr). Un'iniziativa questa, proposta dai frati stessi a Gianni Marsili, l'ideatore dell’Estate Romana e che oramai e diventato un appuntamento fisso delle notti estive della capitale, come spiegato perfettamente nell'articolo di Alessandra Turrisi giornalista del Giornale di Sicilia, pubblicato sabato scorso 5 agosto sul giornale romano della curia.

Una delle poche note positive di tutta questa iniziativa resta invece, anche a mio modesto parere, il contributo concreto che i quattrocento titolari degli stand e i ristoratori che ogni giorno lavorano sulle banchine hanno stanziato per finanziare il vitto per un anno per i quattrocento bambini della missione francescana a Kampala, in Uganda.

«Questo rimane un bellissimo segno di solidarietà», racconta padre Paolo, mostrando un video e alcune foto che testimoniano la gioia di quei ragazzi in una struttura essenziale dove non c’è neppure l’elettricità. Un’adozione a distanza, per la quale nelle edizioni passate tutti i commercianti hanno messo le mani in tasca e offerto il proprio contributo di solidarietà che anche quest’anno verosimilmente si replicherà.

E per finire in bellezza il superiore francescano si avventura in una proposta:

«Sarebbe bello coinvolgere le parrocchie e celebrare la Messa sulle banchine».

A dire il vero quest'ultimo desiderio del religioso non mi sembra poi così lontano dalla realtà oggettiva dei fatti, visto che mentre si predica in continuazione di muri da abbattere, gli unici muri che in ogni parte del mondo continuano ad essere abbattuti sono proprio quelli delle chiese e dei luoghi di culto, per cui certamente un'evenienza di questo tipo è da considerarsi tutt'altro che inverosimile per un prossimo futuro, il problema maggiore tuttavia sarà quello di riuscire a recuperare i fedeli visto che oramai, a partire dalle più alte autorità della curia in giù, oggi si raccomanda e predica di tutto fuorché la preghiera.

CONSIDERAZIONI PERSONALI:

Un giorno Gesù, parlando agli apostoli del suo ritorno alla fine dei tempi disse:
"Quando il Figlio dell’uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla terra?" (Lc. 18, 8).
Una considerazione questa che mi lascia preoccupato: ...preoccupato e amareggiato, ma non sorpreso. Infatti sono già sotto gli occhi di tutti i molti e gravi segnali che dimostrano un declino spaventoso e forse irreversibile della nostra fede cristiana. Se in epoche passate erano i cristiani a convertire il mondo, oggi invece è il mondo a convertire i cristiani e ormai tra molti di coloro che oggi portano il nome di Cristo, la fede in Lui e nella Sua Santa Parola sta diventando merce sempre più rara. A noi, ultimo resto fedele al Corpo Mistico di Cristo, resta soltanto una cosa da fare: PREGARE!
Viva Cristo Re

Marco Matteucci | GRAFO2000 | Domenica 6 Agosto 2017

Intanto, nell'indifferenza più totale in Francia si abbattono le chiese cattoliche

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