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venerdì 4 agosto 2017

IN FRANCIA SI DEMOLISCONO LE CHIESE, FORSE PER FAR POSTO ALLE MOSCHEE

Chiese abbattute in Francia
È una Francia laica che non dà scampo ai suoi luoghi di culto cristiano, che cosa sta succedendo nella nazione e nella chiesa cattolica d'oltralpe?

L'amara constatazione dello storico francese Didier Rykner: “è dalla seconda guerra mondiale che non si vedevano così tante chiese ridotte in macerie”

Nel giorno dell'anniversario della morte di padre Hamel, il sacerdote sgozzato in chiesa da un commando dell'Isis mentre stava celbrando la S. Messa, a Sablé-sur-Sarthe viene demolita la chiesa di san Martino ... e non è l'unica! (vedi foto sopra)
Liberamente tratto da un articolo di Giulio Meotti su: | © IL FOGLIO | Pubblicato Martedì 1° Agosto 2017


padre Jacques Hamel Un anno fa, fu un commando dello Stato islamico a prendere in ostaggio un gruppo di parrocchiani nella chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, sgozzando ai piedi dell’altare il sacerdote, padre Jacques Hamel. Grande commozione era seguita al più grave attacco a un simbolo cristiano in Europa per mano del fondamentalismo islamico. La settimana scorsa, negli stessi giorni dell’anniversario di Hamel, sono entrate in azione le ruspe a Sablé-sur-Sarthe, per demolire la chiesa di san Martino, costruita nel 1880 e abbandonata nel 2015. Un parcheggio deve essere costruito al posto del vecchio edificio religioso. Le fotografie e i video postati sui social network mostrano le ruspe che strappano intere sezioni della chiesa e la croce.


Il 2016, l’anno di Hamel, è stato un anno di grande attivismo secolarizzatore in Francia. Il sito Patrimoine-en-blog, che fornisce un inventario regolare di cappelle e chiese demolite, riferisce di sette chiese abbattute soltanto nel 2016 (due nel 2017). Si va dalla cappella di San Bernardo a Clairmarais alla chiesa di Ferrandière a Villeurbanne. Assieme a quelle distrutte, nel 2016 lo stato francese, che gestisce parte dei luoghi di culto dal 1905, ha sconsacrato e messo in vendita altri 26 luoghi di culto cristiani. E’ un crescendo, visto che nel 2015 furono dodici le chiese finite sul mercato immobiliare.

Nell’anno trascorso, a Lombez il convento dei cappuccini è diventato un palazzo uffici e appartamenti; la chiesa di San Druon a Carvin è diventata un centro di intrattenimento; a Rennes la cappella delle clarisse è ora una palestra; l’abbazia della Madonna di Auberive è invece diventata una galleria d’arte.

“Il modo migliore per preservare un edificio è viverlo, trovargli un impiego”,

dice Benjamin Chavardès, docente presso la Scuola nazionale di Architettura di Lione che ha organizzato una conferenza internazionale sull’uso delle chiese abbandonate di Francia.

Secondo un rapporto dell’Osservatorio del patrimonio religioso presentato al Senato della Repubblica, la Francia deve prepararsi

“alla perdita da cinquemila a diecimila edifici religiosi entro il 2030”.

Lo storico dell’arte Didier Rykner, che dirige la rivista Tribune de l’Art, ha scritto che:

“è dalla Seconda guerra mondiale che non vedevamo chiese ridotte in macerie”.

Ha scritto la filosofa Chantal Delsol:

La Francia “si è stancata di difendere la propria identità e le proprie radici, e sembra sempre più fondata sulla vacuità”.

I sindaci, così ligi quando si tratta di addurre ragioni economiche che impediscono il mantenimento in essere delle chiese ormai vuote, sono sempre generosi quando si tratta delle moschee, ha spiegato una inchiesta di Valeurs Actuelles.

“2.390 moschee oggi, contro 1.545 nel 2003, il segno più visibile della rapida crescita dell’islam in Francia”.

Come spiega Jean-Christophe Moreau, autore di Islamophobie, la contre-enquête,

“quando si tratta di islam, ogni scrupolo per la neutralità lascia il posto a un chiaro attivismo dei comuni”.

Così, si va dai terreni venduti a 7,5 euro al metro quadro per costruirci una moschea alle sovvenzioni culturali, fino ad arrivare al caso limite di Evreux, dove è stato fornito alla locale Unione del culto musulmano un terreno di cinquemila metri quadrati alla cifra di un euro. A volte basta una semplice sala da tè per poche centinaia di migliaia di euro di sovvenzione.

Elisabeth Schemla nel suo libro Islam, l’épreuve française” (Plon), stima che i comuni coprono spesso fino al trenta per cento delle spese per costruire una nuova moschea. Negli ultimi trent’anni sono state costruite in Francia più moschee e centri di preghiera musulmani di tutte le chiese cattoliche edificate nel secolo scorso.

FAI CLIC QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO ORIGINALE SUL SITO WEB DE "© IL FOGLIO"

1 commento :

Marco Matteucci ha detto...

Questo post tratta problematiche molto importanti, anzi direi vitali per la nostra chiesa cattolica, quello che succede in Francia lascia l'amaro in bocca. Uno stato laico che sta deliberatamente distruggendo la tradizione cristiana promuovendo un multi-culturalismo che ci sta portando alla negazione delle nostre radici cristiane.
CONDIVIDETE IL POST SUI CANALI SOCIAL PER FAR CONOSCERE A TUTTI QUESTA AMARA REALTÀ, cercando di resistere strenuamente per difendere la nostra fede, ADESSO!, prima che diventi troppo tardi.

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